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Il Referendum.  

   

Dal Referendum...al Comune Montemare.  

   

Il comitato

Il comitato promotore per l’autonomia comunale dei territori comprendenti le ex XII e XIII circoscrizioni è libero, aperto a tutti e senza alcun colore politico. Il comitato è suddiviso nei seguenti gruppi di lavoro: coordinamento, comunicazione, storico, economico-amministrativo e tecnico-territoriale.

Chi fa parte del comitato? Quali politici?

Il comitato è composto da volontari che hanno a cuore il progetto ed esperti che ci aiutano a redigere le relazioni tecniche. Anche tu puoi fare parte integrante e dirigente del comitato e partecipare attivamente alle iniziative dei gruppi di lavoro.

Quali sono le tappe previste per ottenere l’autonomia?


L’iter burocratico è quello previsto dalla LR 30 del 2000: in sintesi bisogna presentare una relazione al consiglio comunale in cui sono contenuti i dati topografici, storici, economici, la previsione del bilancio ecc insieme alle firme di almeno 1/3 degli elettori. Il consiglio comunale di Messina dovrà dare il suo parere (che non è in alcun modo vincolante) e inviare tutto alla regione entro 30 giorni o verrà nominato un commissario ad acta. Il presidente della regione indirà allora il referendum attraverso il quale si otterrà l’autonomia se voteranno “si” almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto.

Come si sosterrà economicamente l’istituendo comune?

Su questa materia un gruppo ad hoc di esperti si sta prodigando per scrivere un bilancio preciso da allegare alla relazione. Secondo primi studi si evince che la tariffazione e la programmazione economica del nostro territorio può assimilarsi a quella dei comuni della costa tirrenica come Villafranca, Saponara ecc le cui tasse sono notoriamente più basse (ex tumuli, spazzatura). Ad oggi, come comune di Messina, paghiamo debiti altissimi che si riflettono sui servizi erogati ai cittadini. Con un comune nuovo i nostri debiti si ridurrebbero a zero, l’amministrazione sarà più efficiente e può essere più vicina al territorio.

Ma il comune di Messina non ci fermerà? Non perderebbe lo status di città metropolitana


Pur dovendo passare la pratica dal comune il parere del consiglio comunale NON E’ VINCOLANTE in nessuna sede. Per quanto riguarda la città metropolitana vi è molta confusione: non esistono giuridicamente “città metropolitane” ma “aree metropolitane”. Messina è inserita nell’elenco regionale delle aree metropolitane e insieme alla città fanno parte altri 50 comuni che vanno da Furnari a Giardini Naxos. La legge dice che la città principale non deve scendere sotto i 200.000 abitanti e l’area presa in considerazione non deve scendere sotto i 250.000. Ad oggi Messina conta 240.000 abitanti e inoltre l’istituire l’area metropolitana comporta la soppressione della provincia di Messina. Ad oggi infine a livello nazionale solo Roma ha avuto un riconoscimento simile a quello di area metropolitana mentre per Messina, e per il resto d’Italia, il procedimento è definitivamente affossato.

Perché non solo il nostro paese?

In virtù della legge LR 30 del 2000 la popolazione minima deve essere di 5000 abitanti. Nel nostro territorio arriviamo (secondo i dati dell’ultimo censimento, ovvero quelli da prendere in considerazione) ad 8700.

Come posso essere informato sulle iniziative del comitato?

Tramite le Newsletter su www.comitatomontemarecomune.it, la pagina “nostro comune” su facebook e volantinaggio.

Come posso partecipare attivamente?

Invia una e-mail all’indirizzo coordinamento@comitatomontemarecomune.it e segnala in quale gruppo vuoi essere iscritto così da essere informato in tempo reale sulle riunioni operative. Puoi sempre venire alle riunioni assembleari che si svolgono a cadenza mensile nei vari paesi di cui trovi la locandina su www.comitatomontemarecomune.it

Come mai ci sono villaggi con così tanti abitanti?

Effettivamente ci sono delle fasce territoriali in cui la gente di un paese risulta residente in un altro. Ciò è dovuto al pressapochismo dell’ufficio anagrafe comunale.

Ma non avremo difficoltà con chi risulta residente qui e non verrà a votare?

Proprio per questo motivo è necessario che tutti si rechino al referendum per far sì che chi non crede nel nostro territorio non pesi sulle necessità e gli interessi di chi ci crede davvero.

Quale sarà la sede comunale?

Si ipotizza che si collocherà nel punto più facilmente raggiungibile dall’intero territorio comunale. Ad ogni modo sorgeranno sedi distaccati nei punti più distaccati

Quali sono i paesi che faranno parte del comune?

I paesi sono Castanea, le Masse, Rodia, Salice, Gesso, Ortoliuzzo, Spartà, San Saba e Acqualadrone con un totale di circa 8700 abitanti in 6165 ha.

Quali sono i vantaggi?

  • Sanità: All’interno del nuovo comune abbiamo diritto ad una guardia medica e nuove farmacie;
  • Lavoro: Vi saranno molti più impiegati (almeno uno ogni 172 per legge) nei vari e numerosi servizi da destinare al+ territorio;
  • Vicinanza delle istituzioni: I nostri rappresentati non saranno in un palazzo lontano ma cammineranno nelle nostre strade e vivranno quotidianamente i problemi
  • Forza politica: Il nostro territorio avrà una forte rappresentanza politica in un'unica persona: il Sindaco del nostro comune che avrà come primi interessi i nostri, e non li dovrà subordinarli a quelli della città. Il nostro territorio po’  infatti richiedere finanziamenti infrastrutturali di ogni genere sia dal punto di vista turistico sia industriale.

Perché Montemare?

A Giugno del 2011 il comitato ha promosso un sondaggio attraverso il quale i cittadini hanno potuto scegliere direttamente il nome da dare al Nostro Comune. I nomi vengono dalle proposte fatte dal gruppo storico e ricevute tramite il sito www.comitatomontemarecomune.it da cui sono stati estrapolati: Montemare, Terra dei Casali, Forìe di Tramontana, Casal Tramontana e Capo Rasocolmo. Dal sondaggio effettuato Montemare è risultato il nome più votato dai cittadini col 55,75% rispetto ai voti totali (più di 1000). Montemare è stato scelto per la sua musicalità, per la sua capacità di sintetizzare insieme la composizione geografica di un territorio, il nostro, e l’elemento imprescindibile da cui il comune dovrà partire per rilanciare la nostra economia: la valorizzazione della ricchezza dei nostri colli e della bellezza unica del nostro mare.

Quali saranno le personalità che potranno amministrare questo comune?

Partiamo dalla situazione attuale: i nostri paesi riescono ad eleggere e “far salire” complessivamente massimo tre-quattro personalità al quartiere e uno o due consiglieri comunali. E basta! In una situazione in cui la circoscrizione non è più destinataria di risorse e il consiglio comunale perde progressivamente importanza le nostre priorità rischiano sempre più di essere scavalcate da quelle del centro cittadino e di rimanere inascoltate. Con un comune autonomo tutto cambierebbe: coloro che verranno eletti si occuperanno soltanto delle nostre problematiche e ci sarà sicuramente più spazio per nuovi soggetti carichi di passione politica che fin’ora non sono potuti emergere data la ristrettezza di posti al governo civico che il nostro potere di elettorato può garantire. Non si possono neppure immaginare quanti giovani e quanti “saggi” fino ad oggi semplici cittadini potrebbero in futuro dare un volto nuovo a questo territorio.

End FAQ

   

Faq Comitato

Dettagli

Il comitato

Il comitato promotore per l’autonomia comunale dei territori comprendenti le ex XII e XIII circoscrizioni è libero, aperto a tutti e senza alcun colore politico. Il comitato è suddiviso nei seguenti gruppi di lavoro: coordinamento, comunicazione, storico, economico-amministrativo e tecnico-territoriale.

Chi fa parte del comitato? Quali politici?

Il comitato è composto da volontari che hanno a cuore il progetto ed esperti che ci aiutano a redigere le relazioni tecniche. Anche tu puoi fare parte integrante e dirigente del comitato e partecipare attivamente alle iniziative dei gruppi di lavoro.

Quali sono le tappe previste per ottenere l’autonomia?


L’iter burocratico è quello previsto dalla LR 30 del 2000: in sintesi bisogna presentare una relazione al consiglio comunale in cui sono contenuti i dati topografici, storici, economici, la previsione del bilancio ecc insieme alle firme di almeno 1/3 degli elettori. Il consiglio comunale di Messina dovrà dare il suo parere (che non è in alcun modo vincolante) e inviare tutto alla regione entro 30 giorni o verrà nominato un commissario ad acta. Il presidente della regione indirà allora il referendum attraverso il quale si otterrà l’autonomia se voteranno “si” almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto.

Come si sosterrà economicamente l’istituendo comune?

Su questa materia un gruppo ad hoc di esperti si sta prodigando per scrivere un bilancio preciso da allegare alla relazione. Secondo primi studi si evince che la tariffazione e la programmazione economica del nostro territorio può assimilarsi a quella dei comuni della costa tirrenica come Villafranca, Saponara ecc le cui tasse sono notoriamente più basse (ex tumuli, spazzatura). Ad oggi, come comune di Messina, paghiamo debiti altissimi che si riflettono sui servizi erogati ai cittadini. Con un comune nuovo i nostri debiti si ridurrebbero a zero, l’amministrazione sarà più efficiente e può essere più vicina al territorio.

Ma il comune di Messina non ci fermerà? Non perderebbe lo status di città metropolitana


Pur dovendo passare la pratica dal comune il parere del consiglio comunale NON E’ VINCOLANTE in nessuna sede. Per quanto riguarda la città metropolitana vi è molta confusione: non esistono giuridicamente “città metropolitane” ma “aree metropolitane”. Messina è inserita nell’elenco regionale delle aree metropolitane e insieme alla città fanno parte altri 50 comuni che vanno da Furnari a Giardini Naxos. La legge dice che la città principale non deve scendere sotto i 200.000 abitanti e l’area presa in considerazione non deve scendere sotto i 250.000. Ad oggi Messina conta 240.000 abitanti e inoltre l’istituire l’area metropolitana comporta la soppressione della provincia di Messina. Ad oggi infine a livello nazionale solo Roma ha avuto un riconoscimento simile a quello di area metropolitana mentre per Messina, e per il resto d’Italia, il procedimento è definitivamente affossato.

Perché non solo il nostro paese?

In virtù della legge LR 30 del 2000 la popolazione minima deve essere di 5000 abitanti. Nel nostro territorio arriviamo (secondo i dati dell’ultimo censimento, ovvero quelli da prendere in considerazione) ad 8700.

Come posso essere informato sulle iniziative del comitato?

Tramite le Newsletter su www.comitatomontemarecomune.it, la pagina “nostro comune” su facebook e volantinaggio.

Come posso partecipare attivamente?

Invia una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e segnala in quale gruppo vuoi essere iscritto così da essere informato in tempo reale sulle riunioni operative. Puoi sempre venire alle riunioni assembleari che si svolgono a cadenza mensile nei vari paesi di cui trovi la locandina su www.comitatomontemarecomune.it

Come mai ci sono villaggi con così tanti abitanti?

Effettivamente ci sono delle fasce territoriali in cui la gente di un paese risulta residente in un altro. Ciò è dovuto al pressapochismo dell’ufficio anagrafe comunale.

Ma non avremo difficoltà con chi risulta residente qui e non verrà a votare?

Proprio per questo motivo è necessario che tutti si rechino al referendum per far sì che chi non crede nel nostro territorio non pesi sulle necessità e gli interessi di chi ci crede davvero.

Quale sarà la sede comunale?

Si ipotizza che si collocherà nel punto più facilmente raggiungibile dall’intero territorio comunale. Ad ogni modo sorgeranno sedi distaccati nei punti più distaccati

Quali sono i paesi che faranno parte del comune?

I paesi sono Castanea, le Masse, Rodia, Salice, Gesso, Ortoliuzzo, Spartà, San Saba e Acqualadrone con un totale di circa 8700 abitanti in 6165 ha.

Quali sono i vantaggi?

  • Sanità: All’interno del nuovo comune abbiamo diritto ad una guardia medica e nuove farmacie;
  • Lavoro: Vi saranno molti più impiegati (almeno uno ogni 172 per legge) nei vari e numerosi servizi da destinare al+ territorio;
  • Vicinanza delle istituzioni: I nostri rappresentati non saranno in un palazzo lontano ma cammineranno nelle nostre strade e vivranno quotidianamente i problemi
  • Forza politica: Il nostro territorio avrà una forte rappresentanza politica in un'unica persona: il Sindaco del nostro comune che avrà come primi interessi i nostri, e non li dovrà subordinarli a quelli della città. Il nostro territorio po’  infatti richiedere finanziamenti infrastrutturali di ogni genere sia dal punto di vista turistico sia industriale.

Perché Montemare?

A Giugno del 2011 il comitato ha promosso un sondaggio attraverso il quale i cittadini hanno potuto scegliere direttamente il nome da dare al Nostro Comune. I nomi vengono dalle proposte fatte dal gruppo storico e ricevute tramite il sito www.comitatomontemarecomune.it da cui sono stati estrapolati: Montemare, Terra dei Casali, Forìe di Tramontana, Casal Tramontana e Capo Rasocolmo. Dal sondaggio effettuato Montemare è risultato il nome più votato dai cittadini col 55,75% rispetto ai voti totali (più di 1000). Montemare è stato scelto per la sua musicalità, per la sua capacità di sintetizzare insieme la composizione geografica di un territorio, il nostro, e l’elemento imprescindibile da cui il comune dovrà partire per rilanciare la nostra economia: la valorizzazione della ricchezza dei nostri colli e della bellezza unica del nostro mare.

Quali saranno le personalità che potranno amministrare questo comune?

Partiamo dalla situazione attuale: i nostri paesi riescono ad eleggere e “far salire” complessivamente massimo tre-quattro personalità al quartiere e uno o due consiglieri comunali. E basta! In una situazione in cui la circoscrizione non è più destinataria di risorse e il consiglio comunale perde progressivamente importanza le nostre priorità rischiano sempre più di essere scavalcate da quelle del centro cittadino e di rimanere inascoltate. Con un comune autonomo tutto cambierebbe: coloro che verranno eletti si occuperanno soltanto delle nostre problematiche e ci sarà sicuramente più spazio per nuovi soggetti carichi di passione politica che fin’ora non sono potuti emergere data la ristrettezza di posti al governo civico che il nostro potere di elettorato può garantire. Non si possono neppure immaginare quanti giovani e quanti “saggi” fino ad oggi semplici cittadini potrebbero in futuro dare un volto nuovo a questo territorio.

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